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Lega Pro, non certo questo l’inizio che si attendeva
2013/10/02 12:52:22
Quando quel pomeriggio di agosto, lunedi 5 per essere precisi, il consiglio di lega ufficializzava il ripescaggio nei professionisti della Casertana, nessun tifoso rossoblu ha immaginato nemmeno lontanamente che il ritorno nel calcio che conta sarebbe stato così duro e preoccupante. 
L’entusiasmo la fece da padrona e tutti si lasciarono andare a grandi sogni. Anche perché il lavoro dei direttori Pannone e Accardi, affiancati dal presidente Lombardi, faceva ben sperare, vista la corazzata che stava nascendo, almeno sulla carta, con diversi giocatori di Prima Divisione e addirittura di serie B; anche la scelta di Eziolino Capuano come allenatore, con la sua proverbiale vulcanicità, era stata accolta con fiducia e il pensiero di essere “riportati all’Arechi” ha stuzzicato un po’ tutti.
Poi però c’è stato l’impatto forte con il campo; infatti, l’antipasto della Coppa Italia non ha portato quei risultati che ci si aspettava. È vero sia Arzanese che Foggia sono venuti al Pinto a chiudersi, ma qualcosa non quadrava e i più se ne sono accorti.
Anche l’esordio in campionato, a Poggibonsi, con il gol di Mancino che ha acciuffato il pareggio nel finale, ha soltanto allontanato per poco i brutti pensieri, perché poi sono venute inesorabili le due sconfitte consecutive, quelle del Pinto con il Cosenza, anche se maturata in maniera sfortunata, e soprattutto quella di Gavorrano, che non ha lasciato dubbi e ha aperto ufficialmente la crisi in casa rossoblu, portando all’allontanamento di mister Capuano, accompagnato da qualche commento pungente e critico del padron Lombardi.
L’arrivo di Ugolotti e la vittoria con il Martina aveva fatto ritrovare l’entusiasmo nell’ambiente, ma poi la sconfitta di Ischia ha riportato con i piedi per terra tutti i tifosi rossoblu.
Ma cosa succede? Qual è il male di questa squadra? Perché altre realtà sono riuscite a fare un inizio di campionato dignitoso, mentre noi arranchiamo nel bassofondo della classifica? Le domande non trovano risposta e tolgono il sonno la notte.
Probabilmente come confermato da Ugolotti e Lombardi qualcuno ancora non si è “calato” nella realtà di  questo campionato atipico, dove otto squadre vengono promosse e le altre condannante alla retrocessione o ai play out. Forse qualcuno è ancorato al dilettantismo, che pur ci ha visto protagonisti per ben sedici anni, dove bisognava vincerle tutte, perché il secondo posto non contava niente. 
Forse è la mentalità che deve cambiare, quella dei giocatori sicuramente che devono mettersi in testa che la domenica si scende in campo agguerriti e con la giusta cattiveria agonistica, perché nessuno ti regala niente, soprattutto se ti chiami Baclet o Mancino, e perché la maglia bisogna sempre sudarla, e a Caserta ancora di più che in altre piazze! Ma forse anche noi dobbiamo cambaire il nostro modo di pensare e dare fiducia a questi ragazzi, lasciandoli lavorare con serenità e cercando di digerire “meglio” un pareggio o una sconfitta, perché alla fine l’obiettivo è uno solo: essere promossi nella Lega Pro unica, e per fare questo basta arrivare ottavi.

 
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